Talvolta tendiamo a pensare che lo spreco in cucina sia sempre esistito.

In realtà questa cattiva abitudine è figlia del boom economico degli anni ’60, quando l’industria alimentare ha dato il via all’economia di consumo, le cui conseguenze oggi risultano ai nostri occhi alquanto evidenti. Nelle nostre cucine è infatti sempre meno diffuso il riutilizzo e il riciclo degli avanzi: pensiamo ad esempio al pane duro, che anziché essere grattato o reimpiegato in altre ricette viene spesso gettato. Uno studio europeo commissionato dalla CE ci informa che ogni anno scartiamo 1/3 del cibo prodotto (ben 179 kg a persona!!!!!). Naturalmente questo dato riguarda tutta la filiera: la responsabilità in percentuale è rispettivamente del 32% dei produttori, del 5% dei rivenditori (compresa la GDO), del 5% dei ristoranti-catering, del 42% delle cucine casalinghe.

Continuando a prendere come riferimento lo studio sopracitato, circa il 60% dell’ammontare dello spreco domestico potrebbe essere evitato.

Ma come?

Con dei rimedi semplici, che i nostri nonni conoscevano perfettamente e che nella società in cui viviamo, in cui troppo spesso perdiamo la capacità di dare il giusto valore a ciò che ci circonda, non sempre vengono applicati.

Vediamoli insieme:

  • Le quantità: spesso le super offerte dei supermercati ci invogliano a comprare più di quanto siamo in grado di consumare. So che è difficile resistere ad un prezzo molto conveniente, ma prima di riempire il nostro carrello dobbiamo porci qualche semplice domanda: “Ci servono davvero tutti questi prodotti?” – “E’ davvero un’offerta così irripetibile?” – “Avrò abbastanza tempo per consumarli prima che vadano sprecati?”
  • Le etichette: c’è molta differenza fra gli alimenti che vedono prima delle data di scadenza la dicitura “Da consumarsi entro….” e tra quelli su cui invece troviamo scritto “Da consumarsi preferibilmente entro….” ? Forse alcuni di voi non lo sanno ma alcuni alimenti, quelli appartenenti alla seconda categoria, possono essere consumati tranquillamente anche qualche giorno dopo la data di scadenza. Quest’ultima infatti rappresenta un dato puramente indicativo, da arrotondare sia a nostro vantaggio che a nostro svantaggio (può capitare infatti, seppur raramente,  che il prodotto si deteriori anche prima della data stimata). Alcuni esempi di prodotti che, consumati oltre la data di scadenza e privi di alterazioni, non sono assolutamente nocivi per il nostro organismo sono: yogurt (fino a una settimana dopo la scadenza), cibi in scatola (fino ad un anno dopo la scadenza), cioccolata in barretta (fino a due anni dopo la scadenza), riso e pasta (fino ad un anno dopo la scadenza), alimenti liofilizzati (fino ad un anno dopo la scadenza), uova (in frigorifero si conservano solitamente fino a 21 giorni, se conservate crude devono essere freschissime, ma si può allungare l’utilizzo di qualche giorno, se consumate cotte, effettuando il semplicissimo test dell’uovo (clicca qui se non sai di cosa si tratta).
  • La conservazione: essenziale per evitare sprechi e, soprattutto, per garantire un consumo del prodotto corretto e privo di rischi per la nostra salute. La luce e il calore sono nemici per molti alimenti, che richiedono una conservazione in luogo fresco, asciutto e, spesso, privo di luce. Per allungare, spesso di molto, la vita di un prodotto fresco è consigliabile utilizzare il sottovuoto.
  • Gli scarti: con molte delle parti dei prodotti che spesso scartiamo possiamo preparare ricette, insolite ma buone e, soprattutto, a costo zero.
  • Gli avanzi: risparmiare significa anche acquistare gli ingredienti necessari ad una preparazione in base al numero di quanti effettivamente consumeranno il prodotto finale, cercando di evitare quantità eccessive. Se dovessimo ritrovarci con degli avanzi, capita a tutti, ricordiamoci però di non buttare, ma di conservarli per consumarli poi nei giorni successivi.

Siamo noi, ogni giorno, a fare la differenza…non dimentichiamocelo!! 🌱

Spero che l’articolo ti sia stato utile e, se vuoi aiutarci a crescere, condividilo su Facebook  🙂

Chiara

Chiara

Blogger
Appassionata di alimentazione e benessere
Laureanda in Scienze dell'alimentazione e gastronomia presso l'Università San Raffaele di Roma
Chiara