basilico-fresco

Il basilico è sicuramente uno degli ingredienti che uso di più per aromatizzare i miei piatti. Amo il suo profumo e come riesca, con la sua semplicità, a dare sempre quel tocco in più ad ogni preparazione a cui lo aggiungo.

Durante l’estate reperirlo non è un problema (in casa mia una o più piantine di basilico sono d’obbligo) ma durante l’inverno le opzioni sono:

  • acquistarlo confezionato fresco al supermercato (pagandolo a peso d’oro);
  • utilizzare la versione essiccata (che a parer mio con il basilico non c’entra un tubo);
  • acquistare una mini-serra e coltivarlo in casa (spazio e disponibilità economica permettendo);

Ma perché optare per queste soluzioni quando quel bel basilico che cresce rigoglioso nei nostri vasi durante le giornate estive può essere conservato, per essere consumato poi nei mesi successivi? In questo articolo quindi vi lascio 3 metodi semplici e veloci per conservare il basilico fresco.

Prima però vi lascio qualche informazione su questa profumatissima pianta (o odore, come mia nonna chiamava le erbe aromatiche 🙂 ):

il basilico è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, normalmente coltivata come pianta aromatica. Originario dell’India, il basilico è utilizzato tipicamente nella cucina italiana e nelle cucine asiatiche in Taiwan, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Laos, per via del marcato profumo delle sue foglie, che a seconda della varietà può essere più o meno dolce o pungente. Sono state classificate circa 60 varietà e cultivar di O. basilicum, che si differenziano per l’aspetto e l’aroma. La difficoltà nel classificare il basilico è dovuta principalmente alle caratteristiche polimorfiche della pianta e all’impollinazione incrociata, rendendo a volte dubbia l’identità botanica dello stesso (in Italia la varietà più diffusa è quella classica, chiamata anche ”genovese”).

Il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento. La cottura infatti ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo profumo. Quando essiccato, perde completamente il suo sapore lasciando un debole profumo di fieno. Lo si può pestare in un mortaio oppure frullare per pochi secondi (per evitare di surriscaldarlo e renderlo scuro e amaro) per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale, liberandone l’aroma. In frigorifero si può conservare per qualche giorno, avvolto in un canovaccio da cucina, mentre le foglie congelate conservano il sapore per diversi mesi. Il suo olio essenziale è inoltre utilizzato per la preparazione di profumi e liquori; dalla distillazione della pianta fresca si ottiene un’essenza contenente eucaliptolo ed eugenolo.

Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l’indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L’olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Per via di questi benefici, il suo uso si è propagato dall’Africa alla medicina tradizionale in Brasile. La medicina ayurveda assegna inoltre diverse proprietà all’Ocimum tenuiflorum, o basilico sacro. 

Oltre all’eugenolo, il basilico contiene metileugenolo ed estragolo (23–88% negli oli essenziali), sostanze che si sono rivelate cancerogene su ratti e topi. Sebbene gli effetti sugli umani non siano stati studiati, gli esperimenti indicano però che è necessaria una quantità molto superiore che normalmente viene ingerita, affinché essa possa rappresentare un rischio per la salute. La combinazione con altri alimenti inoltre ne riduce o annulla l’effetto tossico.

Uno studio del 1989 sull’olio essenziale del basilico mostra che la pianta ha proprietà fungicide e repellenti per gli insetti. Uno studio simile del 2009 conferma che gli estratti dalla pianta sono molto tossici per le zanzare.

Ora però veniamo a noi e vediamo quali sono i 3 metodi semplici e veloci che utilizzo di solito per conservare il basilico fresco, dopo averne raccolto, lavato e asciugato delicatamente le foglie:

Sott’olio

Per conservare il basilico sott’olio si procede come per qualsiasi conserva di questo tipo (è quindi più adatto a chi ha già un minimo di praticità con il mondo del conserve). Si parte da un barattolo di vetro precedentemente sterilizzato, in cui riponiamo nell’ordine un filo d’olio evo, una foglia di basilico e del sale fino, continuando seguendo quest’ordine fino a che il nostro contenitore non sarà pieno. A questo punto copriamo con olio evo, che andrà aggiunto anche dopo aver lasciato riposare la conserva

In congelatore (foglie)

In questo caso riponiamo le foglie di basilico in congelatore, dopo averle distese su un foglio di alluminio per alimenti, ben distanziate le une dalle altre. Trascorse un paio d’ore possiamo tirarle fuori dal congelatore e trasferirle in un sacchetto adatto al congelamento, così da averle sempre pronte all’uso.

In congelatore (frullato)

Il terzo e ultimo metodo è ideale in previsione della preparazione del pesto. Con un minipimer o un frullatore, facendo attenzione a non surriscaldarne le lame, frulliamo velocemente le foglie di basilico insieme a dell’olio evo e ad un pizzico di sale fino. A questo punto trasferiamo la crema ottenuta in dei contenitori adatti al congelamento e riponiamo il freezer. Una volta scongelato potremo poi utilizzarlo per preparare un buon pesto o semplicemente così com’è per insaporire altre preparazioni. 

Spero come sempre di essere stata utile e vi do appuntamento al prossimo articolo

A presto!


Fonti:

  • Remigio Baldoni, Luigi Giardini. COLTIVAZIONI ERBACEE: PIANTE OLEIFERE, DA ZUCCHERO, DA FIBRA, ORTICOLE E AROMATICHE, 2002 Patron Editore;
  • http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/
  • Wikipedia
Chiara

Chiara

Blogger
Appassionata di alimentazione e benessere
Laureanda in Scienze dell'alimentazione e gastronomia presso l'Università San Raffaele di Roma
Chiara